Uno solo.
Sveglia. Come sempre, uso tre sveglie impostate alle 7.01, 7.06 e 7.16 e posizionate nella stanza a distanze crescenti (esponenzialmente, come per l'orario) dal letto.
Doccia.
Tram, leggendo Metro.
Milltown, Cowper, Beechwood, Ranelagh, Charlemont, Harcourt, St. Stephen Green.
Scendo.
Grafton Street a piedi, a quell'ora piena solo di pendolari addormentati e furgoni delle consegne.
Colazione, in mensa o da starbucks.
"In bocca al lupo" "Grazie" "Anzi no, crepi".
Mattina a ripassare, o meglio, a studiare.
Un compagno irlandese nervosissimo.
Un'altro cinese che mi fa domande disarmanti.
Altro caffè con l'amico africano dai mille cognomi.
Altro giro di ripasso.
E' ora. O forse mi sono semplicemente rotto.
Per cui esco nella pioggia e sto lì nel portico asciutto come per una immaginaria pausa sigaretta. Gli altri 23 arrivano, uno alla volta.
E' l'ora sesta, mezzogiorno, coda all'ingresso.
Quelli della Student Union che danno snacks, penne bic, acqua e succhi di frutta gratis a chi entra a far l'esame. Bella idea.
Entro.
Siedo.
Compilo il solito modulo idiota con il registration code di 8 cifre, ormai a memoria.
Il badge rosa è lì sul banco, qualcuno passerà a controllare se assomiglio alla foto.
Stavolta in quest'aula siamo un centinaio.
Noi 24 informatici e degli studenti di medicina.
La "invigilator" capo inizia la solita introduzione inutile "avete 3 ore eccetera è vietato l'uso di dizionari eccetera se dovete andare in bagno alzate una mano e un invigilator vi scorterà eccetera" e m'immagino già in aereo con l'hostess che spiega che "ci sono 3 uscite di sicurezza e il giubbotto salvagente si trova in una sacca gialla sotto il sedile".
Conto alla rovescia.
Tra un minuto vi è permesso iniziare.
Trenta secondi.
Potete iniziare.
Cronometro che parte.
Inizio a scrivere.
Un'ora, prima domanda.
Altra ora, seconda domanda.
Avanzano 5 minuti ma no, non ho voglia di rileggere 12 pagine. Mi mangio lo snack gratuito piuttosto.
Il tempo è finito, dopo che tutti i fogli sono stati ritirati potete uscire.
Solita mezzapinta post-esame.
Tram.
Sonno.
Ne rimane uno solo, di esame.
Doccia.
Tram, leggendo Metro.
Milltown, Cowper, Beechwood, Ranelagh, Charlemont, Harcourt, St. Stephen Green.
Scendo.
Grafton Street a piedi, a quell'ora piena solo di pendolari addormentati e furgoni delle consegne.
Colazione, in mensa o da starbucks.
"In bocca al lupo" "Grazie" "Anzi no, crepi".
Mattina a ripassare, o meglio, a studiare.
Un compagno irlandese nervosissimo.
Un'altro cinese che mi fa domande disarmanti.
Altro caffè con l'amico africano dai mille cognomi.
Altro giro di ripasso.
E' ora. O forse mi sono semplicemente rotto.
Per cui esco nella pioggia e sto lì nel portico asciutto come per una immaginaria pausa sigaretta. Gli altri 23 arrivano, uno alla volta.
E' l'ora sesta, mezzogiorno, coda all'ingresso.
Quelli della Student Union che danno snacks, penne bic, acqua e succhi di frutta gratis a chi entra a far l'esame. Bella idea.
Entro.
Siedo.
Compilo il solito modulo idiota con il registration code di 8 cifre, ormai a memoria.
Il badge rosa è lì sul banco, qualcuno passerà a controllare se assomiglio alla foto.
Stavolta in quest'aula siamo un centinaio.
Noi 24 informatici e degli studenti di medicina.
La "invigilator" capo inizia la solita introduzione inutile "avete 3 ore eccetera è vietato l'uso di dizionari eccetera se dovete andare in bagno alzate una mano e un invigilator vi scorterà eccetera" e m'immagino già in aereo con l'hostess che spiega che "ci sono 3 uscite di sicurezza e il giubbotto salvagente si trova in una sacca gialla sotto il sedile".
Conto alla rovescia.
Tra un minuto vi è permesso iniziare.
Trenta secondi.
Potete iniziare.
Cronometro che parte.
Inizio a scrivere.
Un'ora, prima domanda.
Altra ora, seconda domanda.
Avanzano 5 minuti ma no, non ho voglia di rileggere 12 pagine. Mi mangio lo snack gratuito piuttosto.
Il tempo è finito, dopo che tutti i fogli sono stati ritirati potete uscire.
Solita mezzapinta post-esame.
Tram.
Sonno.
Ne rimane uno solo, di esame.








