30 April 2006 

Post-it.

Oxford, una di notte, un fatiscente PC per controllare la posta.
Vacanza, pausa, distrarsi.
La mente viaggia, vola, salta.
Ma basta un nulla per ricordare gli ultimi 17 giorni.
Una ragazza con lo stesso cellulare di franz.
Il parlare di film con un amico.
Fare la spesa all'ASDa.
Piccole cose che fan male.
Non lo fai vedere, nemmeno a te stesso, ma pensi sempre quello.
Piccoli dettagli.
Come piccoli fottuti post-it da strappar via.

25 April 2006 

On and on.

Time,
on and on.

You follow a line,
on and on.

Why,
on and on,
you blame it on time?

Don’t you know
what’s wrong with your life?

Try.

On your own,
to make up your mind.

All you want
is making you blind.

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foto: il tramonto a Loop Head, in county Clare, Febbraio 2006.

24 April 2006 

Aperture.

"Never fear to suffer
Never hide behind a smile
Never cry without a sound
Be the sigh in a song
Be the silence in a romp
Be the stain on the wall
Be the one deciding
Be the first but too late
Be the last perfomance"
[Shandon - Noir]








Voi due. Vorrei fare qualcosa per voi.
Lo sapete, voglio che siate la mia priorità assoluta.
Non sono bravo, non ho idee, son maldestro e forse solo un peso.
Non sono in confidenza con voi, non so come prendervi.
Cerco di fare il brillante che non sono.
E sono incollato a 'sto cielo basso, a questa inutile tesi da finire, a una vacanza forzata, al mio fuggire via.
Certo siete maschi, barbuti e ben lontani da esser il mio tipo :)
Ma vi voglio bene, statene certi.
Tutto ora siete per me.

23 April 2006 

Si va via.

Bravissimi, gli A letter for Sally :)
In queste ore, è bello avere come colonna sonora le loro 11 tracce.

Ora si va via.
Da oggi pomeriggio sarò nuovamente a Dublino.
Sarò in Italia dal 7 giugno e forse il 5-8 maggio.

22 April 2006 

Tesori.

Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

Di cuori ne scopri tanti.
Li incontri, li conosci, e li scopri come tesori.
Mi stai presentando i tuoi genitori, tuo fratello, tua sorella.
Ed i tuoi amici. Alcuni dicevo di conoscerli già.
Altri sono vere sorprese, che vorrei tenere con me.
Te ne vai, ma lasci il segno.

"E su un treno, una sera dopo il giro di rito con te a Smau, pensai solo 'grazie'".

18 April 2006 

In sù.

"Heaven is so big there ain’t no need to look up
So I stopped looking for royal cities in the air
Only a full house gonna have a prayer"
[Josh Ritter - Thin Blue Flame - MP3]










In alto, ma non serve guardare su.
A lungo dovremo arrampicarci su per le nostre montagne [1], per cercare idee che non troveremo. Idee che gli inventori non potrebbero disegnare [2].
Le parole che scriviamo sono solo le regole del gioco. E le regole sono le prime a saltare [3]. Ma quello che nessuno può possedere, nessuno può prendere [4].
E riempiamo le pagine di lacrime e bugie, che spiegano ciò che saremmo noi.
Le parole spesso non racchiudono le idee: in un viaggio così breve, con troppo lunghe soste, quasi nulla si presenta facile [5].
La vita va avanti.
Qui.
E dietro l'orizzonte [6].


Il funerale di Bacco si terrà Giovedì 20 alle ore 15.30 presso la chiesa di Biumo Inferiore in Varese. Informazioni su come arrivare sono riportate a questa pagina.


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[1] e [2] Coldplay - Speed of Sound
[3] Josh Ritter - Girl in the War
[4] U2 - Yahweh
[5] Enrico Ruggeri - Con la memoria
[6] Elisa - Life goes on

12 April 2006 

Ombre.


Parecchi mesi dopo penso: grazie franz per questa foto. E' bella.
"we are shadows", ma una brilla di più.
Ciao, Bacco.

ps: per chi conosce Bacco "online" e desidera lasciare un messaggio di cordoglio, può farlo attraverso il sito di NGI a questa pagina. I messaggi verranno raccolti e consegnati alla famiglia.

11 April 2006 

Il tester definitivo.


Un post solo per i nerd: ecco l'ethernet tester definitivo. Ne sa' qualcosa Dave, visto che questo era il suo regalo di compleanno. Offerto da Lally e 20 persone. Che l'hanno sorpreso alla fermata. Obbligandolo a salire su un tram ATM non proprio di linea... :)

10 April 2006 

In blocco.

Stavo sfogliando il mitico e ottimo Turisti per Caso per cercare informazioni di prima mano circa un visto per la Mongolia quando ho letto questo "post" di una tale Irene.

L'articolo non c'entra nulla.
Lei ovviamente non so chi sia.

Ma credo mi abbia letto nel pensiero.
Le sue parole avrei dovuto scriverle io. Mi avrà copiato?



"Dedicato a chi scappa,
dedicato a chi si sente vivo solo portando lo stesso paio di pantaloni per più di una settimana,
dedicato a chi fa una carezza sulla testa dei bambini che chiedono l'elemosina,
dedicato a chi odia trovare masse di turisti sul proprio cammino,
dedicato a chi scappa dalle responsabilità
a chi immagina una vita avventurosa
a chi va a dormire solo per sognare.
Dedicato alle persone gentili,
dedicato a chi ti cede il passo e a chi ti dà una mano con i bagagli,
dedicato a chiunque si è incontrato una sola volta nella vita ma ci rimane nella testa,
dedicato a chi si innamora ogni volta che prende un aereo,
dedicato a chi si addormenta in autobus,
dedicato a chi beve birra...
dedicato a chi non smette mai di viaggiare..."

Approvo tutto, in blocco.

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PS: la foto di oggi? La transiberiana (che magari un giorno faremo, chissà) in una immagine satellitare NASA.

09 April 2006 

Non soli. Unici.

"La Verità è fatta come l'Everest: di tante rocce, ciascuna sfaccettata a suo modo.
Nessuna di quelle rocce, tuttavia, può vantarsi di esser da sola sull'Everest".

[Tendzing Dzang-Po. Lama capo del monastero di Tengboche]

E proprio questo spirito, riassunto in una sagezza orientale, lontana migliaia di chilometri da noi si può vedere nei cuori delle persone che "vanno" in montagna.

Il verbo andare non si riferisce solo all'azione fisica del recarsi in un luogo, nè al movimento compiuto dagli arti inferiori. Esso indica anche il rapporto profondo che vive l'uomo con ciò che lo circonda, la sua inter-azione con esso, il suo "agire dentro".

Quando si lascia la macchina al posteggio e ci si incammina, si aprono le porte di un mondo molto diverso da quello in cui siamo abituati a vivere tutti i giorni. Lo spazio ed il tempo assumono una nuova dimensione: se in città per muoverci da un punto ad un altro misuriamo i chilometri, in montagna si usa calcolare i metri di dislivello; se in città le azioni sono misurate in minuti, in montagna si misurano in ore.

In questo ambiente così diverso, spesso inospitale, quasi sempre faticoso, l'uomo si riscopre piccolo e libero. Libero per andare, libero per scoprire, libero per interpretare a proprio piacimento il suo andare.

Se qui ogni uomo si scopre diverso da un altro, qui può scoprirsi vicino agli altri accettando le differenze, scoprendo che ognuno ha un suo passo non solo nel camminare.

Andare, camminare, mettersi in cammino.
Queste azioni si vedono spesso in montagna.

Ogni uomo può interpretarle a modo suo: chi percorre un sentero escursionistico e chi scala una parete di VI grado, chi in montagna non ci voleva proprio andare e chi la montagna la sogna tutto l'anno.

Non c'è primo e non c'è secondo quando non si cammina per arrivare ma per arrivarci. Quando si scopre di non essere i soli anche se si è unici.

Perchè su una montagna ci sono diversi sentieri e diverse vie come sono diversi gli uomini che li percorrono. Eppure, la montagna è la stessa.
Per tutti, senza distinzioni.

"...quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri..."
[Isaia - Profeta biblico]

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PS: questo testo non è mio. E' stato scritto da Matteo e Dicio nel marzo 1999. La foto di oggi immortala i fratelli Bertagna in un passaggio impegnativo della "mitica" cordata da 15 persone che nell'estate 2000 ci portò in vetta al Gran Paradiso (4061 metri)...

08 April 2006 

Casa dolce. Casa.

Posata la penna.
Dopo 3 ore di sonno, 3 ore di esame e 16 pagine a protocollo scrivendo in piccolo su tutte le righe, sorrido come un ebete.
Distrutto, fisso l'angolo del banco per un tempo imprecisato. Tremo.
Capolavori, le facce degli altri ventitrè.
Vorrei poterle salvare in foto.
Storditi, ubriachi delle idiozie scritte con convinzione.

Esami finiti.
Decollo. Atterro.
Italia, per una settimana.

Nelle ultime due settimane ho ricevuto due proposte di dottorato. Purtroppo entrambe in Irlanda.
Ergo, da scartare.
E mo'?

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ps: la foto di oggi è il gruppo di studenti undergraduate che vivono nel mio studentato...

05 April 2006 

Cinque.


Esattamente cinque anni fa, il 5 aprile 2001, con qualche dubbio e poche pretese registravamo dsy.it, con l'idea di creare un "sito per gli studenti delle (allora) nuove lauree triennali in Informatica e Comunicazione Digitale" dell'Unimi.

Eravamo matricole, ma era il primo anno per tutti.
Il caos assoluto, volevamo un po' d'ordine.
Ricordo una delle prime riunioni, in aula V10. A tirar fuori idee confuse.
Dsy per prendere in giro il Dsi, il nome ufficiale del Dipartimento.
Ridevamo quando qualcuno pronunciava "diesseuai".
Il primo sito con lo sfondo con i mattoncini gialli del Lego, che in pochi ricordano.
Le pubblicità stile Esselunga con i nomi dei Professori.
E le risate che loro stessi si facevano.
I quattro server tirati in piedi con pezzi raccattati qui e là (i case impolveratissimi del papà di Lally, una mobo di un mio ex-collega, due dischi donati da una Prof, e altri mille pezzi di nonricordochi) piazzati quasi di nascosto nel sottotetto, l'aula t312.
La lista, tecnica e apolitica, e le elezioni stravinte.
Le sosaities, gruppi di studenti con una qualche passione in comune.
Girare tra i tavoloni del Silab e vedere lo sfondino verde-dsy sui monitor.

Di cose ne sono cambiate, ma neanche troppe.
Alcune cose hanno funzionato alla grande, altre sono state un fallimento.
Grazie a chi ci ha creduto, a chi ci crede ora e a chi semplicemente lo usa.
Grazie a quella dozzina di persone delle quali senza Dsy, forse, non sarei diventato amico. Auguri! :)

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La foto è di oggi è del grande Cato: l'aula Beta (o Alfa? non ricordo mai...) in quel di Via Comelico 39.

04 April 2006 

Mezze cartucce.

A chi interessa che "ti verrebbe voglia di buttar via tutto, di lasciar perdere"?

Il mondo non si accorgerebbe certo della tua mancanza. Quanto vali è già stato deciso. Per iscritto su carta bollata.

Che a te dispiaccia non cambia nulla. Che il tuo modo di ragionare era ed è diverso dal nostro non conta. Dici che così non si risolve nulla. Ma a chi importa di te, che in inglese fai persino più errori di me.

Non hai avuto nulla. Non avrai nulla.
Straccione, maltrattato da tuo padre, odiato dalla madre di tua figlia, drogato, alcolizzato, in pessime compagnie, armato.
Dove credevi di andare? Come pensi che ti avrebbero giudicato?

Non ci mancherai.
Nemmeno su Metro metteranno un trafiletto che parla di te.
Quelli come te, purtroppo, sono tanti. E tu non sei nè il peggiore nè il più famoso.

E non importa delle tue lacrime "nascoste da uomo" davanti a tua madre. Che vedi per un'ora. Dietro a un vetro. Dopo dieci anni. E probabilmente mai più.
Chissenefrega di te, inutile assassino.

03 April 2006 

Nuvole rapide.

"...il loro considerarsi sempre in viaggio, la sfrenata ansia di arrivare il più lontano possibile, da qualunque cosa si parta, mi piace il coraggio di mettersi sempre alla prova per superare limiti e paure..."
[Farfalle sul Mekong]


Grazie alla vale per la citazione, era palese che non potessi averlo letto io, quel libro.


Grazie al dottor igno per avermi segnalato questo piccolo capolavoro di Severgnini, in Italia cercherò quel libro.

Grazie An Post per avermi consegnato un plico bagnato e accuratamente spiegazzato, rendendo le fotografie all'interno simili a origami preparati da un monco tremolante*.

Grazie al cielo blu elettrico di oggi e alle nuvole che vi galleggiano sopra. Ciliegina su una settimana noiosa che inizia qui e finirà più a Sud.

La parete a mattoni dell'house 91 (Laura sostiene che dall'ultimo piano si vede il mare). Alberi. Campi da tennis e cassonetti della raccolta differenziata, tutto quello che vedo dalle mie due finestre. Luce e ombra a cambiare aperture, tempi di esposizione e temperature colore.

A far sembrare diversi questi posti, irriconoscibili, lontani.
Come maschere non mie.

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* grazie ste, dizionario portatile via msn:
17:44 Mino: ste, come si dice in italiano corretto "qualcuno che ha la tremarella"?
17:44 Mino: dammi una consulenza linguistica
17:48 Stefano: non è sbagliato
17:48 Mino: si, ma non c'è un aggettivo solo?
17:48 Mino: tremante?
17:49 Stefano: aaaaaaaaaah
17:49 Stefano: tremolante
17:49 Mino: eccolo, grazie!

Uh?

  • Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare!
Ancient Italian proverb, which literal translation is Between doing and saying lies the sea. It means something like Easier said than done.

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