"La Verità è fatta come l'Everest: di tante rocce, ciascuna sfaccettata a suo modo.
Nessuna di quelle rocce, tuttavia, può vantarsi di esser da sola sull'Everest".[Tendzing Dzang-Po. Lama capo del monastero di Tengboche]
E proprio questo spirito, riassunto in una sagezza orientale,
lontana migliaia di chilometri da noi si può vedere nei cuori delle persone che "
vanno" in montagna.
Il verbo
andare non si riferisce solo all'azione fisica del recarsi in un luogo, nè al movimento compiuto dagli
arti inferiori. Esso indica anche il rapporto profondo che vive l'uomo con ciò che lo circonda, la sua inter-azione con esso, il suo "
agire dentro".
Quando si lascia la macchina al posteggio e ci si incammina, si aprono le porte di un mondo molto diverso da quello in cui siamo abituati a vivere tutti i giorni. Lo spazio ed il tempo assumono una nuova dimensione: se in città per muoverci da un punto ad un altro misuriamo i
chilometri, in montagna si usa calcolare i
metri di dislivello; se in città le azioni sono misurate in
minuti, in montagna si misurano in
ore.
In questo ambiente così diverso, spesso inospitale, quasi sempre faticoso, l'uomo si riscopre
piccolo e
libero. Libero per andare, libero per scoprire, libero per interpretare a proprio piacimento il suo
andare.
Se qui ogni uomo si scopre diverso da un altro, qui può scoprirsi vicino agli altri accettando le differenze, scoprendo che ognuno ha
un suo passo non solo nel camminare.
Andare,
camminare, mettersi
in cammino.
Queste azioni si vedono spesso in montagna.
Ogni uomo può interpretarle a modo suo: chi percorre un sentero escursionistico e chi scala una parete di VI grado, chi in montagna non ci voleva proprio andare e chi la montagna la sogna tutto l'anno.
Non c'è primo e non c'è secondo quando non si cammina per arrivare
ma per arrivarci. Quando si scopre di non essere
i soli anche se
si è unici.
Perchè su una montagna ci sono diversi sentieri e diverse vie come sono diversi gli uomini che li percorrono. Eppure, la montagna
è la stessa.
Per
tutti, senza distinzioni.
"...quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri..."[Isaia - Profeta biblico]
---
PS: questo testo non è mio. E' stato scritto da Matteo e Dicio nel marzo 1999. La foto di oggi immortala i fratelli Bertagna in un passaggio impegnativo della "mitica" cordata da 15 persone che nell'estate 2000 ci portò in vetta al Gran Paradiso (4061 metri)...