Nuvole che scaricano pioggia come sassi.
Dopo la discesa riposo solo, seduto a gambe incrociate sulla spiaggia di sassi di questo villaggio.
Se ci fosse qualcuno a guardarmi, mi sentirei stupido a restare così con la mia mantella Ferrino e un portatile, a guardare la marea salire metro per metro.
Sono bagnato fino alle ossa: si mischia l’acqua salata del mare, l’acqua che scende fitta dal cielo, l’acqua che vien su persino dal terreno. E così salgo, coi “miei” studenti, per queste montagne incontaminate sul mare per portare il verbo di Internet a villaggi sperduti.
Tanti ricordi sparsi, di questa quinta missione nelle Highlands:
- le aquile che volano in tondo sopra le nostre teste d’improvvisati installatori di tralicci.
- l’ultima bottiglia di Bonarda che m’era rimasta, aperta ad una tavola scozzese.
- l’imbarazzo di non saper ripondere a un bambino che ti chiede lo spelling di “suddenly”.
- il visitare le case dei bimbi di due villaggi per regalare loro le decine di (vecchi ma ancora ottimi) computer che il mio dipartimento ha deciso di dismettere e per spiegare loro la magia delle Reti.
- il GPS Garmin che non ha fatto una piega dopo un tuffo in un torrente di montagna e cinque giorni sotto la pioggia appeso allo zaino.
- il tizio sconosciuto che avrei dovuto incontrare su un’isola che mi scrive “inaspettatamente questo weekend sarò via, ma ti lascio la mia jeep posteggiata al molo con le chiavi nel cruscotto”.
- il metterci un’ora in due persone a crimpare un cavo su d’un traliccio in quota, per via delle mani congelate dalla neve e dal vento.
- il restare con un’espressione ebete davanti a qualcuno che ti parla, sforzandoti di capire il suo tremendo inglese. Salvo poi dedurre che sta parlando in gaelico.
- il ridere con qualcuno cinquant’anni più vecchio di te. O vent’anni più giovane.
- il dover ora tornare a Edimburgo, con la prospettiva di una settimana tremenda davanti a sè.
Posted at 02:40






si sente quasi il profumo della pioggia.
Comment by drmauro — 10 March 2008 @ 11:07