In silenzio ad ascoltare un urlo.

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In silenzio ad ascoltare un urlo.

Nuvole sopra la collina


Piove, sulla collina.
Fango, fino ai denti. Fango sui nostri vestiti che oramai non ci cambiamo nemmeno piu’.
Fango, sugli occhi lucidi di chi sdraiato scalzo in una chiesa canta in lingue che non conosce.
Fango, nei bagni lavati ogni giorno dal gruppetto di italiani metallari pieni di borchie nelle loro lunghe giacche di pelle nera.
Fango, sui tre portoghesi lerci cogli occhi strabici e i rasta nascosti sotto cappelli cuciti all’uncinetto.

La comunità ecumenica di Taizè, sulle colline della Borgogna francese, davvero non è un posto normale: di settimana in settimana migliaia di persone vengono qui per dormire in tenda o in baracche, mangiare all’aperto con un cucchiaio e incontrare una fauna su cui è impossibile fare alcuna statistica e di cui pare non esistano fattori comuni.
La comunità è un’ecosistema autonomo in cui ognuno ha un ruolo, e che sta in piedi sull’aiuto altrui. C’è chi distribuisce il cibo, chi lo cucina, chi lava i cessi e chi sta in piedi per ore con un cartello “Silence“.
All’amica decennale ed a me tocca il ruolo di invitare la gente a fare silenzio, vigilare un’ingresso del villaggio, madare i ragazzini a dormire. Il tutto in comodi turni notturni dalle 21 alle 2.30 di notte, la compagnia di un’inquietante tedesco autistico, indossando due paia di pantaloni e due maglioni per alleviare il fastidio dei -5 gradi e della combinazione variabile di fango, pioggia, neve e grandine.

L’anomala chiesa senza panche e dalle pareti mobili serve, oltre che per caricare il cellulare, per accogliere i seimila pazzi di tutt’Europa che in questi giorni son qui con noi.

Nulla sembra normale sulla collina.
Qui, se s’inizia con un sospiro, lentamente diventa un urlo.
Qui si cerchano risposte a domande invisibili, ascoltando un sospiro lentamente svanito.
Qui, puoi dimenticare il mondo a cui eri abituato e persino la lingua che conosci diventa inutile.

Su questa collina, in silenzio ad ascoltare un urlo.

Foto di default che tutti fanno Communaute
Vetrata Free Hugs!
Il prelibato cous-cous Te serale anti-gelo
Paesaggi campestri Paesaggi campestri
Code per i pasti La ghiaia vi farà liberi
La collina di Taizè Natività con giraffa


Posted at 23:48

Fai sempre un sacco di cose che non mi interessano e che non sono sicuro di capire…

E quel cous-cous, per la miseria, ha un aspetto tremendo!!!

Comment by Il Signor Luca — 25 March 2008 @ 09:04

Bery bery pollo… comunque non era strabico!!! Ah… Frère Alejandro!!!

Comment by S:O) — 26 March 2008 @ 12:51

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