Parole, per i lontani.

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2 April 2008

L’assassino ha un nome.

Le prove schiaccianti L’assassino di Lisa Ardenghi ha ora un nome.

I due sbirri sono riusciti a dipanare la matassa di questo caso da troppo tempo irrisolto. Con uno stratagemma e sotto copertura, i due sono riusciti a farsi prestare l’auto dell’assassino per poterla analizzare in profondità.

I poliziotti sapevano di poter trovare prove ancora valide, grazie alla scarsa cura per l’igiene già nota per almeno due fattori:
- il fatto che l’assassino non abbia mai pulito l’auto, immatricolata nel 2002.
- la sua famosa teoria per cui in trekking di più giorni sono sufficienti “la maglietta A e la maglietta B“, da indossare alternandole una per giorno per provare una sensazione di freschezza costante. Testimoni riferiscono che abbia più volte sostenuto: “una mutanda ha quattro lati, percui è usabile fino a quattro giorni”. E’ stato fin’ora impossibile confutare queste teorie con test di laboratorio, dopo il terzo giorno i topi hanno sollevato obiezione di coscienza.

Uno scontrino nascosto in una confezione di chewing gum scaduto (grande rivelazione: a 5 anni dall’acquisto anche le gomme da masticare scadono!) mostra che quella sera di metà estate, l’assassino è stato nel negozio della vittima, il famoso “Bimbotta” a Crosio Valtellino.

La contraddizione è evidente: quale futuro padre farebbe mai centinaia di chilometri per andare a comprare delle salviettine e del baby bagno un mese prima della nascita di sua figlia? Gli psicologi del reparto di criminologia ci segnalano che si tratta di un comportamento tipico di una persona dotata di doppia personalità. Una di quelle che, vestite di tutto punto, il giorno del proprio matrimonio vanno in chiesa con la bici da corsa.

L’elemento chiave è stato rinvenuto nel portaoggetti della portiera: una benda copiosamente macchiata di sangue. Un primo esame del DNA ha mostrato che si tratta certamente di sangue umano. L’assassino si è giustificato affermando che è comodo avere quella benda a portata di mano come panno per il parabrezza. D’altra parte, chi d’inverno non userebbe una benda insanguinata per togliere l’appannamento dal vetro, lasciando inquietanti nonchè poco pratiche scie rosse su tutto il parabrezza? Una tesi poco plausibile.

Sono state trovate inoltre ricevute del cambio di svariati euro in dollari neozelandesi e di dollari americani in valuta peruviana, prove certe di una rocambolesca fuga all’estero.

Guardatelo, l’assassino.
Si nasconde dietro una vita apparentemente normale, con una moglie e una bimba bellissime.
Ma guardatelo bene negli occhi.
Guardate questo badge, che vorrebbe mostrare la sua appartenenza alla setta segreta degli “Euro<26″ (probabilmente falso anch’esso, l’assassino ha infatti 31 anni e non potrebbe esserne un membro).

Ricordate quella faccia.
E’ pericoloso.
E potrebbe colpire ancora.

Posted at 19:21
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1 April 2008

Nel sottobosco del salotto.

Lui, il RugDoctor! Grazie Laurent per avermelo presentato!

Lui non è un comune aspirapolvere.
Lui non è il cuginetto britannico del Rotowash.
Lui è Rug Doctor, l’onnipotente macchina per la pulizia di tappeti e moquette. Basta aggiungere nove litri d’acqua calda, qualche bicchiere dell’apposito detergente (altamente tossico, probabilmente cangerogeno) e navigare in lungo e in largo per la propria casa.

Usare il RugDoctor è un divertimento per tutta la famiglia: quale miglior passatempo di osservare attraverso il supporto trasparente i resti organici rimasti incastrati nella vostra moquette?
Impiegare RugDoctor è uno sport salutare: i suoi venti kilogrammi di peso sono garanzia di fianchi snelli ed addominali robusti e la scarsa lunghezza del cavo elettrico è pensata di proposito per favorire l’elasticità muscolare e una postura corretta.
Il RugDoctor è un diritto: non serve comprarlo ma è possibile noleggiarlo per 24 ore in supermercati o negozi di fai da te.

Lui non teme nemmeno la moquette verde della mia nuova camere da letto. Non si è scoraggiato nemmeno quando, dopo cinque passaggi, l’acqua esausta continuava ad esser nera come la pece. Lui ha stroncato ogni forma di vita dal sottobosco del salotto e ha ridato nuova freschezza alla mia nuova casa.

Lode al RugDoctor!

Posted at 00:52
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27 March 2008

Chi te lo fa fare.

Le Alpi da 11400 metri, dalla webcam del mio mac. Da una casa che sembra più un magazzino, tra questi scatoloni post-trasloco, ripenso a quanto qualcuno m’ha apostrofato ieri a Settimo Milanese: non capisco se lo fai per masochismo o chi te lo fa fare?

Parole quantomai azzeccate, stasera.
Pacchi di strapallosissimi esami ancora da correggere, unica ancora di salvezza potrebbe esser l’apposito software “robot” che ho scritto oggi in viaggio per correggerli in automatico e senza intervento umano, pubblicarne le medie, e stampare persino il rapportino da inviare in segreteria.
Lavori arretrati per il gruppo a Dublino.
Lavori arretrati per il gruppo nelle Highlands.
Lavori arretrati per Milano, notturni quanto mai.
Due tesisti che credono io sia il loro miglior amico.
Valigie da svuotare, casa da sistemare, cose da comprare. Dormire in sacco a pelo a casa propria.

Forse l’unica consolazione è dal panorama di oggi: non una nuvola sulle Alpi. Ghiacciai e crepacci visibili ad occhio nudo da sette km più in alto. Un’ora passata col naso pressato al finestrino, come fosse il primo volo.

D’accordo, anche dall’A8 tornando a casa a sera, s’ammira il Monte Rosa.
Ma forse ne vale comunque la pena.

Posted at 01:37
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24 March 2008

In silenzio ad ascoltare un urlo.

Nuvole sopra la collina


Piove, sulla collina.
Fango, fino ai denti. Fango sui nostri vestiti che oramai non ci cambiamo nemmeno piu’.
Fango, sugli occhi lucidi di chi sdraiato scalzo in una chiesa canta in lingue che non conosce.
Fango, nei bagni lavati ogni giorno dal gruppetto di italiani metallari pieni di borchie nelle loro lunghe giacche di pelle nera.
Fango, sui tre portoghesi lerci cogli occhi strabici e i rasta nascosti sotto cappelli cuciti all’uncinetto.

La comunità ecumenica di Taizè, sulle colline della Borgogna francese, davvero non è un posto normale: di settimana in settimana migliaia di persone vengono qui per dormire in tenda o in baracche, mangiare all’aperto con un cucchiaio e incontrare una fauna su cui è impossibile fare alcuna statistica e di cui pare non esistano fattori comuni.
La comunità è un’ecosistema autonomo in cui ognuno ha un ruolo, e che sta in piedi sull’aiuto altrui. C’è chi distribuisce il cibo, chi lo cucina, chi lava i cessi e chi sta in piedi per ore con un cartello “Silence“.
All’amica decennale ed a me tocca il ruolo di invitare la gente a fare silenzio, vigilare un’ingresso del villaggio, madare i ragazzini a dormire. Il tutto in comodi turni notturni dalle 21 alle 2.30 di notte, la compagnia di un’inquietante tedesco autistico, indossando due paia di pantaloni e due maglioni per alleviare il fastidio dei -5 gradi e della combinazione variabile di fango, pioggia, neve e grandine.

L’anomala chiesa senza panche e dalle pareti mobili serve, oltre che per caricare il cellulare, per accogliere i seimila pazzi di tutt’Europa che in questi giorni son qui con noi.

Nulla sembra normale sulla collina.
Qui, se s’inizia con un sospiro, lentamente diventa un urlo.
Qui si cerchano risposte a domande invisibili, ascoltando un sospiro lentamente svanito.
Qui, puoi dimenticare il mondo a cui eri abituato e persino la lingua che conosci diventa inutile.

Su questa collina, in silenzio ad ascoltare un urlo.

Foto di default che tutti fanno Communaute
Vetrata Free Hugs!
Il prelibato cous-cous Te serale anti-gelo
Paesaggi campestri Paesaggi campestri
Code per i pasti La ghiaia vi farà liberi
La collina di Taizè Natività con giraffa


Posted at 23:48
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15 March 2008

Nice weather for the ducks

Nice weather for the ducks. Caviola, estate 2006. Con una tenda, una tazza, un cucchiaio, uno zaino e un’amica, stamattina parto.

Confidiamo nel riscaldamento globale del pianeta e torniamo la Domenica di Pasqua.

Un grazie al mio fratellone (che oggi tenta di non arrivare tra gli ultimi alla maratona di Roma) che ci presta la sua auto per rendere fattibile questa piccola avventura!

Posted at 23:19
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14 March 2008

Da quì a là.

La targhetta però ce la lascio. Sul pavimento d’una casa vuota persino dagli scatoloni che contenevano le nostre vite, seduto a gambe incrociate scrivo prima d’uscire.

In tre giornate iniziate alle 10am e finite alle 4am, abbiamo fatto i tre traslochi. Una coinqulina da portare a poche centinaia di metri, l’altra a due ore d’auto da qui, l’altra a un quarto d’ora ma con 4 piani di scale in discesa e 4 piani di scale in salita da fare per due viaggi.

Il mio trasloco, invece, con la sola compagnia della pioggia scozzese.

Chiudo la porta e vado in aeroporto, da stasera sarò a Varese, da Domenica all’alba si parte per un’altra avventura.

Posted at 12:10
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10 March 2008

Nuvole che scaricano pioggia come sassi.

Nuvole sul Sound of Sleat


Dopo la discesa riposo solo, seduto a gambe incrociate sulla spiaggia di sassi di questo villaggio.
Se ci fosse qualcuno a guardarmi, mi sentirei stupido a restare così con la mia mantella Ferrino e un portatile, a guardare la marea salire metro per metro.

Sono bagnato fino alle ossa: si mischia l’acqua salata del mare, l’acqua che scende fitta dal cielo, l’acqua che vien su persino dal terreno. E così salgo, coi “miei” studenti, per queste montagne incontaminate sul mare per portare il verbo di Internet a villaggi sperduti.

Tanti ricordi sparsi, di questa quinta missione nelle Highlands:
- le aquile che volano in tondo sopra le nostre teste d’improvvisati installatori di tralicci.
- l’ultima bottiglia di Bonarda che m’era rimasta, aperta ad una tavola scozzese.
- l’imbarazzo di non saper ripondere a un bambino che ti chiede lo spelling di “suddenly”.
- il visitare le case dei bimbi di due villaggi per regalare loro le decine di (vecchi ma ancora ottimi) computer che il mio dipartimento ha deciso di dismettere e per spiegare loro la magia delle Reti.
- il GPS Garmin che non ha fatto una piega dopo un tuffo in un torrente di montagna e cinque giorni sotto la pioggia appeso allo zaino.
- il tizio sconosciuto che avrei dovuto incontrare su un’isola che mi scrive “inaspettatamente questo weekend sarò via, ma ti lascio la mia jeep posteggiata al molo con le chiavi nel cruscotto”.
- il metterci un’ora in due persone a crimpare un cavo su d’un traliccio in quota, per via delle mani congelate dalla neve e dal vento.
- il restare con un’espressione ebete davanti a qualcuno che ti parla, sforzandoti di capire il suo tremendo inglese. Salvo poi dedurre che sta parlando in gaelico.
- il ridere con qualcuno cinquant’anni più vecchio di te. O vent’anni più giovane.
- il dover ora tornare a Edimburgo, con la prospettiva di una settimana tremenda davanti a sè.

La diga vicino a Spean Bridge, aperta dopo le pioggie La mia stazione serale di lavoro
Il faro di Isle Ornsay Uno dei miei pargoli
Arcani ripetitori TV, dove piazzerò le mie antenne Lavorare in sicurezza
Le mie coordinate Per i nerd: ecco un power-over-ethernet injector casereccio
Alberi e mari Acqua, da ogni dove
La falda pochi centimetri sotto il terreno Un'altro dei miei pargoli
Strana luce sul Sound of Sleat dopo la tempesta Antennista certificato


Posted at 02:40
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6 March 2008

Azimuth: zero gradi.

Lungo la strada. Marzo 2008. Di nuovo a seguire una bussola.
Di nuovo sulla strada.
Di nuovo in partenza per il freddo e lontano Nord, per l’ennesimo field trip nelle Highlands.

Tornerò Lunedì.


Posted at 01:36
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3 March 2008

Fanciulla da piazzare quanto prima.

Inauguriamo la rubrica di “annunci personali” di minux.it con la seguente richiesta appena giunta in redazione.

Messsaggio sublimilale: patata. A.A.A. Simpatica ed emancipata educatrice cerca l’uomo dei suoi sogni come compagno per una vita ecosostenibile. Possibilmente teroncello e automunito. D’ampia cultura e gusti raffinati sa adattarsi ad ogni situazione. Non fumatrice e amante della natura, conosce italiano e spagnolo come una madrelingua, non parliamo poi dell’inglese. Ama viaggiare per il mondo, ma non sa bene come si prende un’aereo. I suoi hobbies favoriti sono cantare in auto, ascoltare musica folk, bere Braulio, frequentare centri sociali coi suoi amici punkabbestia, fondare associazioni per salvare il mondo, osservare il colore del suo muco. Astenersi perditempo, preti svizzeri, Poli e Franz. Tuttosommato ne vale la pena.
Per contattarla: incontri@minux.it

Posted at 17:46
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2 March 2008

La domenica mattina.

La domenica mattina. Sono gli ultimi giorni nella mia casa attuale, mi fa piacere notare che per un’intero weekend abbiamo raggiunto la presenza stabile di 4 persone e 3 ospiti sotto questo tetto senza particolari problemi logistici.

Bello avere coinquilini che preparano crêpes perfette per l’abituale colazione/pranzo/bruch domenicale.

Bello che il navigatore si sbagli e decida di portarti in uno sperduto paesino di campagna invece che a St. Andrews.

Bello che adesso ho 7 giorni e mezzo per preparare questo nuovo viaggio, fare mille chilometri, quattro traslochi, correggere esami, vedere tesisti, più gli altri due soliti lavori parttime.

Posted at 14:57
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